Panoramica delle funzioni

Uno dei punti forti di QGis è che ti permette di caricare molti tipi di dati. Infatti oltre agli shapefile, possiamo tranquillamente caricare i KML di Google, i DXF di Autocad, i file TAB di MapInfo e naturalmente i mitici file geoJson che stanno invadendo il web.

I dati caricati vengono divisi in layer, o in gruppi, e la resa grafica è molto elastica per adattarsi ad ogni esigenza, ecco l’analogia ai famosi software di grafica. Alle gradazioni di colori e le mille icone per i punti, adesso è possibile creare facilmente effetti neon, sfumature e ombre, anche se la particolarità, quasi unica, è quella di fare un 2.5D o, meglio, planivolumentrico.

Oltre alla grafica, c’è una fornita serie di strumenti per la gestione dei dati. QGis è noto e apprezzato proprio perché segue tutti i canoni della gestione dei dati, propri dei GIS. Proprio per la sua natura open source, in questo caso QGis risulta essere molto focalizzato sulla gestione delle famose tabelle legate alle geometrie, tanto che potrebbe essere strutturato un corso intero solo su queste.

Dubbi sulla stampa di tavole ad hoc? Nessun problema, credetemi. Con QGis si possono creare delle tavole creative complete di tutti quegli elementi come legenda, testi, immagini, tabelle forme e colori.

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